Quello del Brand Ambassador è un ruolo che è uscito dagli argini dove ha agito fino ad oggi, per divenire un cappello che ognuno di noi indossa, più o meno consapevolmente, ogni volta che comunica nel web.

 

 

Il Brand Ambassador nasce come una figura all’interno dell’azienda che si fa portavoce delle qualità di un prodotto o servizio, un messaggero dell’identità aziendale che agisce strategicamente per influenzare il pubblico nell’acquisto oppure per creare brand awareness. L’evoluzione dei mercati e l’arrivo dei social network ha ridefinito questo ruolo che oggi è conosciuto come Internal Brand Ambassador (o più semplicemente Internal BA).

Per distinguerlo da quale nuova figura?

L’evoluzione dei canali di comunicazione ha profondamente trasformato il modo di ricevere informazioni sui brand, dando la possibilità ad ognuno di noi di influenzare positivamente o negativamente il valore di un “nome” a partire da un gesto semplicissimo come un click. Il risultato di questo cambiamento è molteplice: ognuno di noi è un brand (quindi è brand ambassador di se stesso) e allo stesso tempo è brand ambassador di molteplici realtà esterne. A completare questo quadro ci sono dati ormai consolidati su quanto ognuno di noi orienti le proprie scelte d’opinione o d’acquisto, influenzato sempre più da chi conosce e/o stima e sempre meno dalla pubblicità.

Possiamo quindi ragionevolmente affermare che, quello che fino a ieri era un ruolo ben definito all’interno di un’azienda, oggi è una caratteristica potenziale di tutti gli utenti del web.

A questo punto vediamo come è possibile svilupparla e agirla in modo più consapevole, partendo da un assunto di base: si è prima Brand Ambassador di se stessi e solo in un secondo tempo di una realtà esterna.

Personalmente credo che le ricette comportamentali (si fa o non si fa) abbiano un duplice effetto negativo: funzionano a breve termine e ci rendono tutti uguali. Penso, inoltre, che i social network siano portatori di nuove prassi relazionali, dove però l’elemento fondamentale, che emerge in modo chiaro e decisamente amplificato, è costituito da ciò che siamo.

Ora, tornando ai due parametri che hanno fondato il Web 2.0: condivisione e partecipazione, possiamo approfondirle per comprendere come sviluppare le nostre qualità di Brand Ambassador.

Condivisione

contenutoPuò essere considerata la prassi più diffusa nel web, la pubblicazione di contenuti dice di noi più di quanto pensiamo o vorremmo. Una veloce carrellata nei nostri profili, evidenzia in modo molto netto i nostri interessi e il nostro stile. Tolti gattini, tramonti, ricette e pensieri più o meno illuminati, un buon BA rivela la propria expertise in qualche campo: è informato, aggiornato, originale e capace di un pensiero critico.
Pur non essendo monotematico, riesce a far emergere in modo semplice e chiaro su quale campo dello scibile umano potrebbe essere considerato particolarmente competente e quindi un punto di riferimento per gli altri.

 

Partecipazione

connessioneSe ormai è risaputo che The Content is King, è altrettanto vero che The Relationship is Queen. La seconda qualità, decisamente complementare alla prima, è la capacità di confrontarsi con gli altri nelle discussioni che emergono sui contenuti più stimolanti. Ascoltare l’opinione altrui e affrontare ogni contributo, anche il più distante da noi, come importante per imbrigliare l’intelligenza collettiva, dovrebbero essere due atteggiamenti costantemente monitorati e implementati. La pazienza e il silenzio sono due capacità che aiutano nei casi difficili, insieme alla sempre presente possibilità di “cancellare” dai nostri “amici” coloro che non dimostrano alcuna attitudine alla percezione di esistenza di altre forme di vita, oltre alla propria. Un ultimo consiglio che funziona sempre: includere tra i propri amici (e seguire costantemente), persone che stimiamo per competenza, intelligenza, ironia, versatilità, profondità e ogni altra qualità che in genere scarseggia nel mondo esterno.

Una volta imboccata la strada di Self BA, non rimane che farla crescere ogni giorno, evitando di ricorrere a tattiche e strategie che rendono la nostra presenza sulle bacheche piuttosto rigida e prevedibile. Si tratta di un lavoro lento e quotidiano, che dà i suoi maggiori frutti quando corrisponde effettivamente e in modo trasparente alle nostre reali qualità.

Una volta realizzata questa fase, possiamo investire la nostra esperienza e conquistata reputation per supportare qualsiasi Brand esterno a noi, sia che si tratti di un’altra persona, un prodotto, un’idea o un progetto. Un processo che avviene già oggi con ogni nostra azione, ma che può acquisire il vantaggio di non veder disperse le nostre energie in mille rigagnoli, ma di poterle spendere in modo più consapevole verso chi o cosa riteniamo meritevole del nostro appoggio.

Se ti è piaciuto, condividilo...

2 Risposte

  1. Roberto Rizzardi

    Ho sempre pensato che l’importante nella vita sia il grado di affidabilità che si riesce ad esprimere.
    Non è importante condizionare i pareri altrui, ma fare in modo che il proprio parere sia preso in considerazione e valutato. Naturalmente la cosa funziona meglio se, a tua volta, fai lo stesso con le altre persone.
    Il WEB ha reso la cosa ancora più critica perché ampliando la platea aumentano le occasioni di comportamento positivo, ma anche quelle di atteggiamento negativo.

    Rispondi
    • Paola Cinti

      E’ vero, tutto è più ampificato e complesso ora. Abbiamo per le mani strumenti con un enorme potenziale (positivo o negativo), per questo averne consapevolezza è importante.

      Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata