Il racconto della realizzazione del sito Mida, andato online a settembre del 2012 dopo oltre un anno di progettazione e lavoro.

 

Raccontare la storia della sua realizzazione non è facile per chi, come me, sa che quello che oggi è visibile agli occhi di tutti, è solo la superficie di un mare che per anni ha visto avvicendarsi così tante storie da renderlo un ambiente popolato di creature e quindi vivo. Lo definirei un piccolo eco-sistema… e di quello oggi voglio parlare, lasciando ad altri l’onere e l’onore della critica.

Due fronti in genere si aprono quando si parla di siti web: quello dedicato alla struttura (piattaforme, linguaggi, navigazione, etc) e quello dedicato alla comunicazione. Entrambi importanti, tendono ad essere reciprocamente potenzianti. Se ci sono contenuti validi e originali, avere una struttura ben costruita, permetterà ai contenuti di essere diffusi e posizionati nei motori di ricerca. Un buona struttura è il punto di arrivo di un lungo processo di trasformazione della comunicazione e, allo stesso tempo, uno splendido stimolo a proseguire.

Poi ci sono esperienze più profonde, che formano quella colonna vertebrale che dà solidità ad un messaggio e quindi ad un brand. Un percorso che porta alla reputazione e all’autorevolezza. Sto parlando del vissuto di un’azienda come Mida che, negli anni, è stato costellato di eventi importanti e in alcuni casi in anticipo con i tempi. Qualcosa che non si compra o si può chiedere all’esterno, un processo di trasformazione che, pur separandosi dal passato in realtà non lo annulla, ma lo reinterpreta lasciandosi contaminare da mondi e linguaggi nuovi.

La produzione di contenuti in Mida non è mai stata un problema, come evidenziano la continua pubblicazione di libri, ideogrammi e articoli. La condivisione del sapere (in modo gratuito) è documentata dai Meeting, ma anche dai convegni annuali che abbiamo organizzato a partire dal 2007. L’attitudine alla partecipazione (altro pilastro fondamentale del 2.0 coniugato anche come WE Consulting) l’abbiamo sperimentata direttamente con un blog interno (chiuso) e due blog esterni, MidaSpace e poi We(R)Evolution, il temporary blog inaugurato in occasione del convegno dello scorso anno. La social experience è invece testimoniata dalla presenza nelle piattaforme di condivisione You Tube, Scribd, SlideShare,Ustream e nei social network: Facebook, Linkedin, Twitter.

L’elenco delle esperienze in campo e degli strumenti, però, non esaurisce il tentativo di descrivere il lavoro fatto all’interno. Il cambio d’immagine del sito Mida, rispetto al precedente, non è un’operazione di innovazione tecnologica, ma il punto di arrivo di un cambiamento che ha radici più profonde e che ha visto protagoniste nuove immagini, titoli creativi, sperimentazioni nello stile comunicativo e nel linguaggio. Insomma, un laboratorio andato avanti 5 anni e che vede nel sito il luogo ideale per continuare a rappresentare questo percorso.

Sono troppe le persone da ringraziare (e comunque le trovate nel sito), ma una in particolare ha lasciato un’impronta importante nella sua storia: Andreas Voigt, di Innovando.

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