Spesso si pensa che la comunicazione su carta e su web siano in alternativa, in realtà con una buona strategia l’una è di sostanziale supporto per l’altra.

 

Recentemente mi sono occupata della “comunicazione” dell’ultimo numero di Pagine Mida dedicato ai temi dell’Analisi Transazionale e del WE, dal titolo AT = Me + You = WE.
Si è trattato in realtà del 16° numero di una rivista che ha una lunga storia, fatta di contributi sui temi teorici ed esperienziali della formazione e della consulenza, ad opera dei partner e consulenti Mida.

Quindi un prodotto di quella comunicazione che definiamo 1.0, comunicazione scritta su supporto cartaceo: un classico. La rivista è completamente gratuita e vive grazie all’impegno di consulenti interni ed esterni alla società. I destinatari sono oltre 800 figure chiave della gestione, formazione e sviluppo Risorse Umane, che ricevono ogni numero direttamente nel proprio luogo di lavoro. Un’altra consistente fetta di destanatari è costituita dai partecipanti ai nostri eventi, visitatori delle nostra sede e anche un piccolo gruppo di “persone speciali” che hanno espresso il desiderio di averla.

Per Mida quindi una prassi consolidata nel tempo e ormai divenuta una tradizione a cui teniamo molto. La sua realizzazione grafica ha subito nel tempo alcune modifiche, così come i piani editoriali che sono a monte. Gli ultimi numeri hanno un carattere più monografico ed abbiamo chiesto ad una nota agenzia romana, Inevoluzionet, di curarne la grafica, negli ultimi due numeri impreziosita dalle copertine di Tatsuo Uemon Ikeda, acquarellista giapponese, che ci ha dedicato due sue opere. La struttura grafica è curata da Marta Bianchi, owner dell’agenzia, che incastona le opere di Tastuo in un’ambiente curatissimo ed elegante.

Fin qui grandi novità… ma non sufficienti per il mondo che stiamo vivendo.
La comunicazione ha subito negli ultimi anni una rivoluzione totale, grazie al web 2.0 e al social networking. Quindi come permettere ad una rivista come Pagine Mida di farne parte, senza snaturarsi e perdere quindi il suo valore di luogo di ricerca e proposizione approfondita di alcuni temi? La velocità che caratterizza il web oggi lascia sempre più spazio a brevi comunicazioni in quantità elevatissima, che sembrano “rosicchiare” tutto il nostro tempo, con il pericolo di veder scomparire le possibilità e le occasioni per riflessioni più ampie e approfondite.

Però uno dei limiti che caratterizzano le comunicazioni cartacee, rispetto a quelle analogiche, è la limitatezza della loro capacità di diffusione, dovuta agli alti costi di realizzazione e distribuzione. Se a questo aggiungiamo il diritto di copyright, che spesso le riviste cartacee rivendicano rispetto ai contributi degli autori, ci troviamo di fronte a due grandissimi limiti nella costruzione di quel sapere che oggi chiamiamo “intelligenza collettiva”. Gli autori, imbrigliati da queste logiche limitanti, sembrano vedersi sottrarre il loro ruolo di protagonisti e in molti casi anche il diritto a veder rivendicata la paternità intellettuale delle proprie opere.

A valle di queste considerazioni, l’ultimo numero di Pagine Mida decide di rivoluzionarsi. Le prime fasi della sua realizzazione seguono il consueto corso: articoli, impaginazione, stampa, distribuzione. Normalmente la storia di un numero si conclude qui, in attesa di nuove idee per il prossimo. Invece sarà a questo punto che decideremo di continuare la sua storia su un altro terreno, quello della comunicazione 2.0. Naturalmente non basta pubblicare un articolo nel web per essere 2.0 e non vogliamo neanche che diventi altro rispetto a quello che è, perchè la sua identità non è in discussione. Decidiamo quindi di rivoluzionare il nostro rapporto con gli autori, rimettendoli nuovamente al centro della scena.

Il primo passo è stato quello di inviare via email ad ogni autore il proprio articolo in formato pdf, perchè potesse deciderne l’ulteriore diffusione. Nella seconda fase decidiamo di utilizzare le piattaforme web di Mida per allargare il nostro pubblico, utilizzando il blog Werevolution per scendere in campo con: un mio post di presentazione della rivista, la premessa al numero di Marco Poggi ed un post della curatrice, Daniela Cannavale, che ripercorre in sintesi il filo dei contenuti presentando tutti gli articoli. In quest’ultimo post sono citati tutti gli autori, i cui nomi sono linkati ai rispettivi profili linkedin, e tutti gli articoli vengono messi a disposizione per il download. L’ultima fase è caratterizzata dalla diffusione dei post sui social network (Facebook, Linkedin, Twitter) e da un’ultima email agli autori che li informa che abbiamo reso i loro contributi disponibili nel web e quindi parte di quella costruzione del sapere che oggi passa attraverso Internet.

Di fatto Mida ha restituito ad ogni autore la proprietà intellettuale del proprio sapere, mettendo a disposizione la propria capacità realizzativa e di diffusione, senza sottrarre loro quel riconoscimento di paternità che oggi il web chiede. Un caso di intesa possibile tra Me e We in cui nessuno ci rimette e tutti ci guadagnano, ma anche un caso di possibile coesistenza tra comunicazione 1.0 e 2.0.

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