Ho voluto rivedere 2 volte l’ultimo film di Florian Henckel von Donnersmarck, The Tourist, perchè sinceramente non credevo ai miei occhi.

Il regista e autore del soggetto e della sceneggiatura de Le vite degli altri, vincitore nel 2007 del Premio Oscar per il miglior film straniero, è semplicemente irriconoscibile. Non c’è traccia dell’uomo che ha girato uno dei più bei film della storia del cinema, per originalità e profondità, e di cui all’epoca scrissi:

Lenta e inesorabile, forse aspettata da una vita come donna ideale, si insinua nel protagonista l’emozione che, nel rapporto con l’amore tra due artisti di cui è spettatore, corrode di giorno in giorno una corazza.
Un’eccezionale apparenza di stasi ha la sua rappresentazione più emozionante nella fermezza di un volto che, se all’inizio del film è l’indizio più evidente di un assenza totale di affetti, lentamente si trasforma in maschera per nascondere e proteggere, in un mondo che non può permettersi di prevederlo, un ritrovato rapporto con gli esseri umani e con le loro realizzazioni più irrazionali: amore e arte
.

Qualunque fosse il suo intento e indipendentemente dal duetto di star di prima grandezza, che non nomino neanche, The Tourist è prima di tutto un tradimento nei confronti del proprio talento. La critica lo ha definito un film che non è riuscito nell’intento, ma io preferisco pensare che von Donnersmarck, obbligato ai ritmi e ambienti Hollywoodiani, non potesse fare che questo… a riprova che il talento non si compra né si vende, ma si mette a disposizione dell’arte.

Le vite degli altri è un film sul volto e sulle emozioni, che riesce a tenerci incollati davanti allo schermo per dimostrarci, con una lentezza perfettamente calibrata, che a determinare ciò che vediamo veramente di un volto è la presenza o l’assenza di affetti, anche quando all’apparenza il viso è lo stesso.
The Tourist sembra non tradire l’oggetto della ricerca solo nel suo essere dolorosamente fallimentare. I volti dei due protagonisti trasudano un evidentissimmo nulla che si esprime attraverso l’eccessiva perfezione estetica di lei e la fatuità di lui, il tutto incorniciato da una Venezia resa falsa da un treno che entra direttamente in città attraverso verdi e inesistenti campagne e da un aeroporto trasferito direttamente sul canale della Giudecca.

Dal 2010, anno di uscita del film The Tourist, non abbiamo più notizie del regista o di un nuovo film. Noi speriamo che sia un buon segno.


 

Le vite degli altri – Trama e trailer ufficiale

Berlino Est, 1984. Il capitano Gerd Wiesler è un abile e inflessibile agente della Stasi, la polizia di stato che spia e controlla la vita dei cittadini della DDR. Un idealista votato alla causa comunista, servita con diligente scrupolo. Dopo aver assistito alla pièce teatrale di Georg Dreyman, un noto drammaturgo dell’Est che si attiene alle linee del partito, gli viene ordinato di sorvegliarlo. Il ministro della cultura Bruno Hempf si è invaghito della compagna di Dreyman, l’attrice Christa-Maria Sieland, e vorrebbe trovare prove a carico dell’artista per avere campo libero. Ma l’intercettazione sortirà l’esito opposto, Wiesler entrerà nelle loro vite non per denunciarle ma per diventarne complice discreto. La trasformazione e la sensibilità dello scrittore lo toccheranno profondamente fino ad abiurare una fede incompatibile con l’amore, l’umanità e la compassione.
[Fonte: Mymovies – valutazione 4/5]

 

The Tourist – Trama e trailer ufficiale

Frank Tupelo è un professore di matematica del Wisconsin, diretto in Italia per dimenticare una delusione d’amore. Elise è una donna del mistero, bellissima e controllata dalla polizia internazionale. Elise farà di Frank il suo ospite, nella meravigliosa suite di un hotel veneziano, avvolgendolo volontariamente in una rete di pericoli, inseguimenti e appuntamenti al buio.
[Fonte Mymovies – valutazione 2,5/5]

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4 Risposte

  1. Antonio

    Che dire….hai semplicemente ragione! Sembrano film pensati, scritti e diretti da persone diverse! Forse Hollywood è una specie di bacillo che con la logica del profitto e dei numeri corrode e infetta tutto ciò e tutti con cui viene a contatto. Grazie per aver citato e ricordato ciò che avevi scritto su Le vite degli altri. Queste parole, da sole, spingono a rivederlo ancora una volta!

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    • Paola Cinti

      Grazie Tonino, 🙂
      In effetti riproporre il testo scritto per Le vite degli altri mi è sembrano indispensabile perché il volto del protagonista era rappresentazione di qualcos’altro, in The Tourist diventa fissità, inespressione, come se i volti impassibili di A.Jolie e J.Depp semplicemente non raccontassero nulla… non sono rappresentazione ma raffigurazione.
      Che peccato…

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  2. Antonio

    In The Tourist c’è la vera “stasi”, che al contrario della Stasi in Le vite degli altri, la polizia segreta del regime, rappresenta una “polizia” ben più temibile e terribile, quella interna, che come dici te diventa “fissità, inespressione”, qualcosa che non racconta nulla…la vera stasi. Ne Le vite degli altri la cosa che mi colpì la prima volta che lo vidi invece fu proprio l’abbandono progressivo della fissità del volto del protagonista, e il raggiungimento di una intensissima espressione di sè, e tutto senza parole…

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