Facebook è popolato da Gruppi di ogni genere, ai quali si iscrivono numerosi membri sulla base dei propri interessi. In questo articolo analizzeremo quali atteggiamenti sono funzionali al loro sviluppo e al benessere dei partecipanti, e quali vi rendono insopportabili e quindi sono da evitare assolutamente.

 

Gruppi Facebook: in arrivo grandi novità, ma la differenza la facciamo noi

Recentemente Mark Zuckerberg ha annunciato grandi novità per il mondo dei gruppi, in quanto uno degli elementi fondamentali per lo sviluppo futuro di Facebook.
La motivazione è semplice. Raggiunti i due miliardi di iscritti, per non disperdersi in tante singolarità, diventa necessario potenziare quegli strumenti che aiutano le persone a riunirsi in base ad interessi, passioni, progetti anche in forma geolocalizzata. I gruppi, appunto. Nel futuro Facebook prevede per essi nuove funzioni, strumenti di connessione e crescita.

Una ranocchia di plastica ne fotografa altre quattro in diverse poseChiarito il futuro tecnologico dei gruppi, dobbiamo però ammettere che c’è ancora tanta strada da fare in termini di comportamenti e atteggiamenti da parte degli iscritti. Ho quindi deciso di mettere sul piatto della bilancia 5 atteggiamenti positivi e altrettanti negativi, che vorrei fossero letti come punti di forza e aree di miglioramento e non come giudizi.
Partiamo da quelli che secondo la mia esperienza sono i 5 atteggiamenti che inficiano realmente la possibilità di stare insieme e traguardare gli obiettivi del gruppo, qualunque essi siano.

 

5 atteggiamenti killer dell’ecosistema gruppo

Opportunismo: atteggiamento di chi privilegia il proprio tornaconto a scapito di tutti

Purtroppo gli opportunisti spopolano nei gruppi e arginare questo fenomeno non sempre è cosa semplice: per decine che ne banni, centinaia ne entrano a far parte. Questa fastidiosa categoria di “persone”, concentrate esclusivamente sui propri interessi, penalizza notevolmente la convivenza nel gruppo, al punto da indurre gli altri ad abbandonare. Un modo per contrastarli da parte degli altri iscritti, è quello di rendergli difficile la permanenza, denunciandoli pubblicamente e pretendendo la loro esclusione, anche se ciò sposta l’attenzione (temporaneamente) dal vero scopo del gruppo in questione.

Inosservanza delle regole: trasgredire, mancare di rispetto

Questo comportamento è piuttosto diffuso e particolarmente malsano. Molti iscritti ignorano in modo consapevole l’esistenza – e la conseguente osservanza – del regolamento presente nella maggior parte dei gruppi (in quelli ove non è previsto un regolamento, ci si affida comunque alla “Netiquette”), credendosi più furbi e astuti degli altri, da loro considerati erroneamente come “poveri schiocchi”. Tali soggetti devono essere allontanati al primo sentore affinché, anche in questo caso, il clima all’interno del gruppo non subisca alterazioni dannose. Queste persone danno ampia dimostrazione di come si comportano in ogni ambito sociale, risultando dunque lesivi per il buon andamento della comunità.

Maleducazione: modo di comportarsi, atti, azioni non adeguate alle regole del buon comportamento, del rispetto degli altri e della civile convivenza nella Società

I maleducati, tanti…troppi, poco inclini al sano contraddittorio, esasperano gli animi con le loro continue provocazioni offensive, dettate non già dalle loro convinzioni, ma dall’incapacità di relazionarsi con gli altri a causa di una spiccata carenza di intelletto. La mancanza d’intelligenza, o meglio l’ignoranza, spingono questi individui a insultare chiunque, perseverando quando vengono fatti ragionare, essendo totalmente incapaci di sostenere una conversazione, anche la più elementare. E’ il solo modo che conoscono per mettersi in mostra o difendersi, dunque assolutamente inadatti a far parte di un gruppo.

Saccenteriaostentazione noiosa e irritante della propria erudizione, delle proprie cognizioni, spesso superficiali e, talvolta, solo presunte

I saccenti o “tuttologi”, quelli che tutto “sanno” e nulla “conoscono”! Persone irritanti all’interno di un gruppo, capaci solo di spostare l’attenzione su di sé, convinti di essere i migliori, per poi essere sistematicamente smontati da chi “conosce” veramente senza il bisogno di ostentarlo. Fanno perdere un sacco di tempo, sputano sentenze senza mai farle seguire da fatti concreti, immotivatamente boriosi, autocelebrativi, da me definiti “solo chiacchiere…senza distintivo”! Sono persone con una scarsa autostima, che rischiano di contaminare le finalità del gruppo cui appartengono.

Prevaricazionesopraffazione, abuso, prepotenza

La figura del prevaricatore all’interno di un gruppo è piuttosto inquietante, giacché tale soggetto è carico di disagio personale e relazionale che lo spinge a essere prepotente nei confronti di chiunque, nella persuasione di avere un qualche diritto prioritario rispetto agli altri. Il suo motto preferito è “io sono io e voi non siete niente”. Un atteggiamento difficile da contenere e non essendo possibile far ragionare un prepotente, si rischia di esacerbare gli animi di tutti. L’unico modo di gestirlo è quello di ricorrere alla strategia NonContact, quindi va assolutamente allontanato.

 

“L’educazione dovrebbe inculcare l’idea che l’umanità è una sola famiglia con interessi comuni. Che di conseguenza la collaborazione è più importante della competizione”. (Bertrand Russell)

 

5 atteggiamenti funzionali allo sviluppo del gruppo

Partecipazione: prendere parte a una forma qualsiasi di attività, sia con la propria presenza, sia recando un effettivo contributo al compiersi dell’attività stessa

Un gruppo funziona se i suoi iscritti partecipano attivamente allo sviluppo dello stesso, apportando contributi, idee, proposte, collaborando tutti insieme alla realizzazione del fine per cui è stato creato. Quando i membri scelgono di farne parte e acquisiscono la consapevolezza di poter essere di supporto alla buona riuscita dello stesso, ecco che le tematiche trattate si arricchiscono di nuovi contenuti, gli interessi si allargano, le iscrizioni aumentano e, seppur virtualmente, diventa assai piacevole e stimolante farne parte.

Rispetto delle regole: una cosa che si impara fin da bambini, e che porta a diventare d’esempio per il prossimo

Quando si entra a far parte di un gruppo, la prima cosa da fare è prendere visione del regolamento e assimilarne il contenuto. In questo modo tutto filerà liscio, non saranno necessari ammonimenti, esclusioni o richiami all’ordine, perché rispettare le regole equivale a rispettare gli altri e di conseguenza a essere rispettati. Tale comportamento mette in risalto la coscienza civica delle persone, corrisponde esattamente a ciò che ci viene richiesto costantemente dalla Società in cui viviamo e, dunque, dovrebbe essere automatico e spontaneo. Quando c’è rispetto reciproco si è già quasi al traguardo, dove arriveremo tutti vincitori a pari merito.

Educazionecomportamento corretto e gentile

Mai dimenticare le parole “chiave” all’interno di un gruppo: “grazie”, “per favore”, “scusi”, aprono tutte le porte e rendono tutti più disponibili. Fondamentale è salutare e presentarsi ai nostri interlocutori, così da essere accolti piacevolmente e senza incertezze da parte di chi è già presente nel gruppo da prima di noi. Essere educati ci rende persone migliori e, spesso, induce quelli un po’ distratti a comportarsi nello stesso modo, rendendo assai piacevole la “convivenza”. Quando ci si relaziona fra persone educate, si riescono a risolvere anche le questioni più ostiche, o quantomeno si trova sempre il modo di raggiungere un compromesso.

Disponibiltà al dialogoaccettare gli altri per come sono, senza avere la pretesa di cambiarli

E’ normale che in un gruppo, come nella vita, non tutti la pensino allo stesso modo, ma è necessario che ognuno abbia facoltà di esprimere il proprio punto di vista, nelle dovute maniere naturalmente, instaurando così una discussione pacata e intelligente alla quale possano partecipare tutti e, attraverso lo strumento del dialogo, si raggiungerà una soluzione o un obiettivo comune. Sapersi relazionare con gli altri è come un ingranaggio di un macchinario: se ben lubrificato consentirà alla macchina di funzionare perfettamente, senza intoppi o eventuali guasti. Dunque è fondamentale conversare, confrontarsi e, soprattutto, saper sempre riconoscere il torto o la ragione.

Critica costruttiva: abilità complessa che comprende assertività, empatia, comunicazione, ascolto, gestione delle emozioni, motivazione

Saper criticare è un’arte e, affinché una critica risulti costruttiva, è necessario che l’interlocutore sia ampiamente informato e documentato. Per poter esporre il proprio pensiero in antitesi con quello di altri membri del gruppo, non basta la convinzione di saperne di più, altrimenti si sfocia nella presunzione, ma è indispensabile argomentare con cognizione di causa e dovizia di particolari. In questo modo, il “criticato” di turno, non si sentirà offeso gratuitamente ma saprà riconoscere la veridicità di quanto affermato e, cosa molto importante, farà tesoro della critica ricevuta perché, da persona intelligente, comprenderà di aver aggiunto un nuovo tassello alle sue conoscenze di questo o quell’argomento, al punto da ringraziare l’autore della critica.

 

“Nella lunga storia del genere umano (e anche del genere animale) hanno prevalso coloro che hanno imparato a collaborare e a improvvisare con più efficacia”.(Charles Robert Darwin)

 

Appartenere a un gruppo è esattamente come vivere in Società: occorre avere rispetto per l’altro per poterlo ricevere indietro. Chi non è in grado di mettere a frutto questo insegnamento elementare, è destinato ad essere protagonista di un processo di isolamento lento e inesorabile.

2 Risposte

  1. Roberto Rizzardi

    Mi piacerebbe poter dire che questo è un articolo “inutile”, e che la capacità di partecipare ad una forma importante di socialità, tutta imperniata su educazione, tolleranza, disponibilità, sia un fatto acquisito e perfino banale, ma purtroppo non è per nulla così, e non solo nell’ambito social, che ci ha “abituati” ad un livello di interazione a dir poco barbaro, ma anche nella vita cosiddetta reale, dove parimenti la incapacità di comportarsi civilmente è andata ben oltre i livelli di guardia.
    Dunque fai bene Tiziana a richiamare, con così efficace completezza, i punti cardine di un comportamento che dobbiamo fare ogni sforzo perché torni ad essere praticato.

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    • Tiziana Rossi

      Grazie Roberto per le tue parole, sempre preziose e molto gradite. Purtroppo hai ragione, la maleducazione è sempre più dilagante, sia nel virtuale che nella realtà quotidiana, ma io mi ostino a non accettarlo e cerco di intervenire dove posso.

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